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Il colloquio di lavoro senza segreti: esercitazione pratica, feedback e uno spazio sicuro per imparare
8 ottobre 2026 | Piaseczno, Polonia
Come prepararsi a un colloquio di lavoro? Quali domande porre al datore di lavoro e come comunicare i propri punti di forza? Durante il più recente incontro Diversity Celebration organizzato dal progetto RO(O)TATION, i partecipanti non si sono limitati a discutere queste domande, ma hanno avuto l’opportunità di esercitarsi concretamente in un colloquio di selezione.
L’incontro, ospitato presso l’Ufficio distrettuale del lavoro di Piaseczno, si è aperto con una presentazione di Katarzyna Budzik di HR Service, che ha illustrato il processo di selezione dal punto di vista del datore di lavoro. I partecipanti hanno scoperto come si svolge una selezione e quali differenze esistono tra le grandi aziende, che possono utilizzare sistemi ATS (Applicant Tracking System) per filtrare i CV, e le organizzazioni più piccole, nelle quali le candidature vengono spesso esaminate direttamente dalla persona responsabile della selezione.
Un messaggio centrale è stato questo: il colloquio non è soltanto una prova per il candidato, ma uno strumento che aiuta entrambe le parti a capire se la collaborazione può funzionare. Per questo è utile preparare domande specifiche e non rinunciare a candidarsi basandosi esclusivamente sulle opinioni trovate online. Un colloquio diretto permette di formarsi un’impressione autonoma e chiarire eventuali dubbi.
Dalla teoria alla pratica
Dopo la presentazione, il team del progetto ha inscenato un colloquio di lavoro, che è stato poi commentato insieme ai partecipanti. Successivamente, i partecipanti hanno lavorato in gruppi di tre, scegliendo autonomamente se assumere il ruolo di candidato, datore di lavoro o osservatore. Le esercitazioni si basavano sui CV dei partecipanti e su offerte di lavoro selezionate, collegando così la pratica ai loro reali obiettivi professionali.
Al termine di ogni simulazione, i partecipanti si sono scambiati feedback strutturati. Il candidato iniziava indicando ciò che riteneva fosse andato bene; la persona nel ruolo di datore di lavoro commentava il contenuto delle risposte, mentre l’osservatore si concentrava sulla chiarezza, sul ritmo e sul modo di esprimersi. Questa struttura permetteva di offrire suggerimenti concreti e costruttivi, evitando ripetizioni e giudizi generici sulla persona.
Uno dei risultati principali del workshop è stata la preparazione, da parte di ogni partecipante, di una breve presentazione professionale in quattro frasi, pensata per rispondere alla frequente domanda: «Mi parli di sé». La struttura comprendeva quattro elementi: chi sono dal punto di vista professionale, che cosa so fare meglio, che cosa sto cercando e perché mi interessa quella posizione. I partecipanti possono perfezionare questa presentazione e riutilizzarla nei colloqui futuri.
Il diritto di fare una pausa, non rispondere e fermarsi
Creare un ambiente psicologicamente sicuro è stato un elemento fondamentale del workshop. Fin dall’inizio, ai partecipanti è stato spiegato che si trattava di un’esercitazione, non di un esame. Ognuno poteva scegliere il proprio ruolo, prendersi un momento per riflettere, rifiutarsi di rispondere a una domanda o fare una pausa senza dover giustificare la propria scelta.
Questi principi sono stati spiegati chiaramente e dimostrati durante la simulazione. La psicoterapeuta del progetto è rimasta disponibile per tutta la durata dell’incontro, offrendo sostegno a chi ne avesse bisogno. Il lavoro in piccoli gruppi ha ridotto la pressione di parlare davanti all’intera sala e ha favorito anche la conoscenza reciproca e la creazione di legami tra i partecipanti.
Come ha osservato una partecipante, preparare mentalmente un colloquio è molto diverso dal rispondere alle domande ad alta voce davanti a un’altra persona. L’esperienza pratica permette di capire che cosa funziona già e quali aspetti richiedono ancora preparazione. Il workshop ha anche mostrato che un’esercitazione faccia a faccia può risultare impegnativa per le persone che sperimentano una forte ansia sociale. Le attività di sostegno all’occupazione dovrebbero quindi offrire modalità di partecipazione differenti, adattate alle esigenze individuali.
Strumenti concreti per il prossimo colloquio
I partecipanti hanno potuto conservare i materiali da utilizzare nella ricerca di lavoro. Tra i suggerimenti pratici: preparare domande da porre al datore di lavoro, rivedere il proprio CV tenendo conto del funzionamento dei sistemi ATS e salvare la propria breve presentazione professionale sul telefono, per averla a disposizione prima del prossimo colloquio.
Diversity Celebration unisce la conoscenza del mercato del lavoro all’esercitazione pratica, al feedback costruttivo e al supporto psicologico. Nell’ambito di RO(O)TATION, prepararsi al lavoro significa non solo sviluppare competenze professionali, ma anche creare condizioni in cui le persone disoccupate di lunga durata — comprese le persone neurodivergenti — possano esercitarsi, porre domande e acquisire fiducia secondo i propri tempi.




